martedì , 2 Giugno 2020

IL SESSO COME DONO

La formazione dei ragazzi, in famiglia e a scuola, sul tema della sessualità è un argomento sempre al centro di dibattiti e polemiche, specie dopo che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha deciso di adottare appositi standard, a volte contestati. Tra le iniziative disponibili in questo campo, non sono molte quelle che, come il progetto Up2me, hanno un respiro mondiale.
Ne parliamo con Paolo Rovea, padre di cinque figli e medico ospedaliero, che con la moglie si occupa da anni di famiglie nel contesto del movimento Famiglie Nuove, con svariate esperienze a contatto di ragazzi e giovani.
«In questo campo ci sono nel mondo iniziative molto valide e consolidate, come Teenstar o Mfm Project, che abbiamo conosciuto, apprezzato e sostenuto.
Riflettendo però sulle esperienze interessanti che si sono sviluppate negli ultimi 30 anni in ambito giovanile all’interno del Movimento dei Focolari, ci siamo resi conto – famiglie e animatori di giovani – che abbiamo alcune proposte specifiche preziose. Valeva la pena, quindi, provare a creare un nuovo corso col nostro stile.
Questo progetto si può sintetizzare in tre parole. Prima parola: continuità. Non stiamo parlando di un pomeriggio con un esperto o di un libretto per le scuole, ma di un percorso sistematico e continuativo. Un percorso di alcuni mesi durante i quali viene formato un pool di tutor, che poi si prendono la responsabilità, una volta tornati a casa, di seguire a loro volta un gruppo omogeneo di giovani, nonché di contribuire a distanza all’evoluzione del progetto.
Seconda parola: approccio contemporaneo. Non prevediamo tanto lezioni frontali, quanto giochi di ruolo, videoclip, powerpoint, ascolto di esperienze, su cui poi interrogarsi con i ragazzi.
Terza parola: direi la maieutica, il metodo, tirando fuori le cose dai ragazzi stessi. Fare cioè in modo che siano loro a fare un percorso che li porti a saper valutare i vari stili di vita (compresi i propri) e di conseguenza a fare le proprie scelte».
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