venerdì , 29 maggio 2020

SOS vita

È sera tardi e sento squillare il cellulare. «Pronto, ciao, sono F. di SOS Vita e ho ricevuto una chiamata per un caso urgente da segnalarti. Si tratta di una giovane, abita nella zona vicino al vostro CAV e si trova in una situazione grave». Mi metto seduta e ascolto.
Ascoltare, sempre il primo passo… La volontaria di SOS Vita: «Mi ha chiamata poco fa una ragazza di 23 anni, Enrica (nome di fantasia, ma solo quello, ndr): piangeva, singhiozzava. Il suo ragazzo vuole uccidersi e dice che è colpa sua, di Enrica, perché è incinta. Siete il CAV più vicino, puoi telefonarle tu?».
Dopo le solite domande di routine e lo scambio dei contatti, saluto, riaggancio e prego intensamente prima di contattare Enrica. Nel frattempo la volontaria di SOS VITA l’ha avvisata, con un sms, di una mia telefonata a breve. Faccio il numero e mi preparo all’ascolto…
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