domenica , 7 Giugno 2020
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L’Italia senza nascite

Nel 2016 il numero medio di figli avuti non è stato inferiore a quello del 2015, il valore è infatti rimasto attorno a 1,27 per le donne di cittadinanza italiana e a 1,95 nel 2016.
Quello che è successo è che le trentenni, ovvero il pilastro centrale delle potenziali madri, si sta indebolendo per effetto dei tre decenni passati di denatalità.
Detto in altre parole, a parità di figli mediamente avuti è diminuito il numero delle madri e questo porta ad ancor meno nascite, per la precisione 12 mila in meno nel 2016 rispetto al 2015.
Per rompere questo avvitamento verso il basso è ancor più necessario consentire alle trentenni di formare una famiglia e conciliare efficacemente, assieme a mariti e partner, tempi di lavoro e cura della prole.
La seconda risposta è quindi quella che riguarda la possibilità di realizzare in pieno i propri progetti di vita. Quello che preoccupa non è, infatti, tanto la bassa fecondità, ma il fatto di essere bloccata su valori così bassi da lungo tempo.
All’interno di questo quadro negativo c’è un elemento incoraggiante che tiene viva la speranza che il Paese non si avvii in un declino irreversibile che è costituito dall’aumento delle nozze nel 2015. E’ il dato demografico più positivo dall’inizio della crisi, con una crescita soprattutto delle primi unioni tra italiani.
Alessandro Rosina
Fonte: http://www.alessandrorosina.it/litalia-senza-nascite/