domenica , 18 agosto 2019
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Barconi

Dove finisce la Sicilia? Nel Maghreb. Sembra la pensassero così i siciliani che, tra la fine dell’800 e gli inizi del Novecento, se ne andarono emigranti, con i barconi, in Tunisia.
La Tunisia era allora sotto protettorato francese, che aveva portato con sé investimenti che si tradussero in lavori pubblici, apertura di miniere, industrie, bonifiche agricole.
Dalla sponda italiana, una Sicilia poverissima, le notizie arrivarono come un miraggio. Si misero in mare tanti, soprattutto poveri e poverissimi.
Era un miscuglio quello che nutrì i barconi per la Tunisia: famiglie, braccianti, operai, retinenti alla leva, pregiudicati, piccolo-borghesi colpiti dalla crisi, pescatori, qualche imprenditore.
Abitavano in una sorta di baraccopoli ed erano considerati poverissimi dagli stessi tunisini.
Niente di diverso dai ghetti etnici di oggi, considerati allo stesso modo degli stranieri delle nostre periferie, gente vittima di altri viaggi, di altre speranze, di altri sogni, di altri barconi.

Tratto da: Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli, Storia del Mediterraneo in 20 oggetti, Editori Laterza, Bari-Roma 2018