venerdì , 22 novembre 2019
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Minoranza creativa


Nel suo viaggio di ritorno dalla visita nella Repubblica Ceca, papa Benedetto XVI definì le comunità cristiane di quel paese “minoranze creative”. Questa fu la sua risposta ad un giornalista, nel corso della consueta intervista aerea: «Normalmente sono le minoranze creative che determinano il futuro, e in questo senso la Chiesa cattolica deve comprendersi come minoranza creativa che ha un’eredità di valori che non sono cose del passato, ma sono una realtà molto viva ed attuale. La Chiesa deve attualizzare, essere presente nel dibattito pubblico, nella nostra lotta per un concetto vero di libertà e di pace» (26 settembre 2009). È una geniale indicazione per tutte le comunità cristiane del mondo. Non siamo chiamati a diventare una “minoranza aggressiva”, quasi fossimo circondati da nemici e dovessimo difenderci aggredendo: a volte si ha l’impressione che alcune frange del cattolicesimo cadano in un atteggiamento anti-evangelico, assumendo come paradigma l’arroganza, così diffusa nel dibattito pubblico e nelle relazioni quotidiane. Ma non siamo chiamati nemmeno, all’inverso, ad essere una “minoranza remissiva”,
nascondendo la fede e la visione del mondo e dell’uomo che ne deriva: infatti papa Benedetto non dice di scomparire, ma richiama la presenza ecclesiale nel dibattito pubblico, per la libertà e la pace.
Erio Castellucci, vescovo di Carpi
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