lunedì , 22 Luglio 2024
Home / Articoli / Cirio – Pentenero, con il Forum Famiglie il primo faccia a faccia

Cirio – Pentenero, con il Forum Famiglie il primo faccia a faccia

Il primo faccia a faccia tra candidati presidenti delle due maggiori coalizioni per le Elezioni Regionali di giugno – Gianna Pentenero e Alberto Cirio – si è tenuto giovedì 18 aprile presso l’Istituto Sant’Anna di Torino, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari sul tema «Europa delle famiglie o Europa degli individui».
Ospite d’eccezione il presidente della Fafce (Federazione Europea del Forum delle Famiglie) avvocato Vincenzo Bassi, che ha aperto la sua relazione osservando come «la riforma del Patto di Stabilità sarà uno degli sviluppi istituzionali più importanti di questi anni, e che lo stesso inciderà anche sulla vita delle famiglie italiane. Riforme europee di natura economica e contabile si discutono con riguardo non tanto agli obiettivi (sostenibilità dei bilanci e più efficace coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri), quanto piuttosto alla loro applicazione. Irregimentare, omologandole, le politiche economiche degli Stati membri, non può essere la tendenza generalizzata in Europa, col risultato di rendere inefficace il principio di sussidiarietà.
Occorre vigilare perché ciò non accada. Gli Stati membri hanno dunque un compito cruciale: individuare gli investimenti migliori per il proprio Paese».
Al pubblico e ai due candidati è stata posta una domanda di fondo: qual è il miglior investimento per un paese, come l’Italia, in pieno inverno demografico, con difficoltà nel sostenere la spesa sociale e sanitaria e inoltre con un deficit di produttività anche a causa di mancanza di forza lavoro qualificata?
«Il miglior investimento è il sostegno alle politiche demografiche – ha risposto per parte sua Vincenzo Bassi – perché puntando sulle politiche a favore della natalità i problemi del futuro potranno essere risolti. Primo obiettivo, non scontato, è convincere la Commissione Europea che le politiche demografiche rappresentano non una spesa netta, ma investimenti fondamentali almeno quanto gli altri strutturali. L’Europa voluta dai padri fondatori per garantire la pace, il cibo per tutti e lo sviluppo è immaginabile senza un necessario equilibrio intergenerazionale?
Solo la persona (e la comunità) al centro della politica potranno garantire uno sviluppo sostenibile anche dal punto di vista del rifiuto della cultura dello scarto. In altre parole, senza politiche demografiche serie, anche la tanto auspicata transizione ecologica rimarrà solo una bandiera ideologica».
Il Presidente uscente della Regione Piemonte Alberto Cirio, candidato per la coalizione di centrodestra, ha commentato una delle questioni al centro del dibattito politico di queste settimane, il tema dell’aborto. «Noi – ha detto – sosteniamo la vita investendo un milione e mezzo nella legge sulla Vita Nascente. Strumentalizzare le sofferenze dell’aborto è diabolico e noi faremo di tutto per far rispettare la legge 194 che è un’ottima legge dello Stato. Non è una caccia a far cambiare idea a qualcuno. È una porta che, invece di rimanere chiusa, si apre per salvare una vita.
Nessuno in Piemonte decide al posto delle donne o le giudica, ma la Regione neppure le lascia sole o nega le informazioni che le possono aiutare nella scelta».
Cirio ha anche rivendicato di aver intercettato 80 milioni di Fondi Europei per le borse di studio degli universitari, 1 milione per gli asili nido aziendali, per lo sviluppo rurale delle aeree a rischio spopolamento, mentre prima venivano usati soldi della Regione, e ciò è frutto del suo passato di Parlamentare Europeo e quindi della sua conoscenza dei meccanismi economici.
«Rispetto al passato abbiamo agito per rimodellare molte risorse Europee che abbiamo usato per i nostri territori, come nel caso di Scelta Sociale, un provvedimento da 90 milioni di Euro che aiuta le famiglie delle persone non autosufficienti».
Gianna Pentenero, candidata presidente per la coalizione del centrosinistra, ha esordito affermando «che abbiamo bisogno di più Europa anche per quel che riguarda i diritti fondamentali, magari andando verso un’Europa più federale e non solo di un ente erogatore di risorse economiche». A margine dell’incontro, rispetto alla legge regionale della Vita Nascente ha sostenuto che è «davvero improbabile che una donna decida il suo futuro grazie ad una mancetta di mille euro o poco più».
Ha poi affermato la sua preoccupazione per l’aumento delle povertà in Europa, soprattutto in formazione, «di quei 600 mila studenti stranieri che sono a rischio emarginazione e che una volta in Italia diventerebbero ‘invisibili’, rischiano l’abbandono scolastico».
Un altro accenno importante è stato quello rivolto a maggiori investimenti sulla Formazione Professionale, l’unica adatta a sviluppare anche «l’intelligenza delle mani», in una regione come il Piemonte che ha sempre puntato, anche grazie alla visione profetica dei Santi Sociali in questo settore.
Una sensibilità, questa di Gianna Pentenero, che è stata sempre dimostrata nel sostenere la Legge Regionale sul diritto allo studio e alla libertà di scelta educativa dei genitori quando era Assessore piemontese all’Istruzione.
Il dibattito ha toccato molteplici aspetti della politica regionale ed europea, e ha colto l’obiettivo di far comprendere come il «villaggio» è molto più vicino di quanto sembri e soprattutto che il declino non è un destino ineluttabile, ma servono audacia e senso di futuro.
Roberto GONTERO
Presidente regionale Forum Famiglie Piemonte.
Fonte: La Voce e il tempo, 28 aprile 2024